La natura del Centro famiglia (copyright Risorsa Famiglia)

  Il Centro famiglia qui proposto e già sperimentato dall'associazione Risorsa Famiglia, si configura innanzitutto per il suo essere centro ovvero punto di raccordo, perno, e al tempo stesso punto di convergenza e di irradiazione di energie;

poi per il suo essere della famiglia, ovvero luogo gestito da famiglie e ove le stesse si sentono a casa propria in relazione non solo alla finalità del Centro, ma anche ai suoi spazi, al suo aspetto, alla sua configurazione strutturale (legata alle necessità delle famiglie) e non ultimo alla sua capacità di accoglienza.

Un centro famiglia è insomma la casa delle famiglie e al tempo stesso la casa di tutte quelle realtà che alle famiglie si rivolgono non con intenti di sfruttamento, di strumentalizzazione o di servizio lucrativo o distaccato, ma con intenti di promozione (empowerment), di coinvolgimento, di formazione, di informazione, di aggregazione, come pure di rappresentanza attiva e partecipata.

La matrice etica

  Questo centro famiglia è mosso dall'intendimento etico che è alla base della vita stessa di una famiglia come di una comunità che intenda essere tale (il quartiere, l'isolato, il condominio... la città), ovvero: promuovere solidarietà tra le famiglie e all'interno delle famiglie. Da questo intendimento nasce poi spontaneo il compito, dove possibile, di organizzare questa solidarietà tra le famiglie generando forme di servizio ispirate all'auto-mutuo aiuto, o generando servizi comunque controllati dalle famiglie; in tal modo il Centro intende divenire motore per la ricostruzione di una vera comunità civile e di una vera comunità educante.

La funzione socio-strutturale

Per quanto detto, il centro famiglia si configura come punto di raccordo non solo tra le realtà che si occupano di attivare le famiglie (le associazioni familiari o all'occorrenza anche di altro genere), ma, secondo il principio di sussidiarietà e nella prospettiva della rete, anche come punto di raccordo tra le famiglie (come realtà organizzate) e le figure istituzionali (Comune, Provincia, circoscrizioni) e di servizio (servizi sociali, assistenti sociali, cooperative).

Tale raccordo è inevitabile per la natura stessa della famiglia che, al di là di ogni convinzione etica, ideologica o religiosa, si configura sempre come una unità organica, anche se complessa, articolata, conflittuale; ogni approccio parcellizzato o frammentario a tale unità rischia di fallire il suo obiettivo, di ridurlo seriamente, o addirittura di ottenere effetti opposti a quelli desiderati.

 

Gli obiettivi generali del Centro

In una società estremamente frantumata tanto nel suo contesto sociale quanto nel contesto dei servizi di riferimento il Centro famiglia intende richiamare e al tempo stesso muovere-da tre necessità, tra loro strettamente connesse:

1)                 promuovere tra le famiglie una cultura e una mentalità che riabiliti la soggettività sociale della famiglia e renda coscienti dunque le famiglie del loro ruolo fondamentale e strutturale nel contesto della società (cittadinanza della famiglia);

2)                 organizzare le famiglie perché questa cittadinanza diventi attiva e sia capace di generare: forme di servizio spontaneo (solidaristico) soprattutto nel quotidiano; forme di servizio organizzato tra le famiglie, iniziative di servizio formativo in risposta ai bisogni più vari delle famiglie e al suo bisogno di informazione, di formazione e autoformazione (primariamente educativa) continua. In questo senso il Centro non è una realtà autoreferenziale o centralizzatrice, perché punta a promuovere dove possibile iniziative dislocate sul territorio (quartiere, condominio, circoscrizione);

3)                 promuovere un raccordo tra le realtà che si occupano di famiglia ad ogni livello, in modo che si realizzi non solo un contesto di rete delle famiglie (sia in loco sia in modo organizzato e centralizzato) ma anche un contesto di rete dei servizi alla famiglia, ove il Centro possa fungere da luogo di dialogo, di incontro e di confronto, di analisi interattiva tra i diversi soggetti che a vario titolo si interessano di famiglia. In questo senso però occorre anche un'azione e una formazione specifica a tutti i livelli di coinvolgimento: una formazione al lavoro in rete.

 

Gestione e promozione del Centro

Tutte le caratteristiche finora descritte corrispondono agli obiettivi e al profilo statutario del soggetto che si fa promotore del Centro: l'associazione familiare Risorsa Famiglia, nata a Brescia nel 1995.

Per i motivi già evidenti negli obiettivi del Centro e per la natura stessa dell'associazione promotrice (partecipata al suo interno da altre associazioni familiari) la proposta del Centro viene fatta propria, condivisa e co-partecipata dall'associazione Talità Kum, dal gruppo Ti ascolto e dal Forum delle Associazioni Familiari bresciano, nel suo insieme e nelle singole associazioni componenti.

L'associazione Risorsa famiglia diverrebbe l'ente gestore del Centro con la partecipazione di tutte le realtà citate e del Comune stesso di Brescia, cui si chiede il principale sostegno finanziario dell'opera e per il quale il Centro potrebbe diventare il volano di iniziative promosse dal comune stesso (condivise dal Centro e mirate alle famiglie), nonché un osservatorio privilegiato dell'universo familiare bresciano. Ma pare preminente l'interesse politico-sociale a ricostruire una comunità cittadina a partire dalle famiglie che ne sono la principale cellula di sopravvivenza: ciò che costituisce appunto l'obiettivo di Risorsa Famiglia e delle altre associazioni proprio a partire da strutture come il Centro famiglia e dalle iniziative ivi nel tempo attivabili.

Le attività pratiche
Ogni attività pratica di qualunque genere, pur rispondendo a bisogni concreti delle famiglie, non è mai fine a sé stessa, ma finalizzata sempre a costruire comunità, ovvero a promuovere attraverso anche semplici occasioni di incontro o di formazione o altro, una rete di famiglie solidali.

 

Le attività sono sostanzialmente suddivise in 4 aree:

1)                 area formazione e informazione (corsi, convegni e ogni iniziativa o servizio permanente che abbia come scopo quello di divulgare informazioni utili alle famiglie);

2)                 area consulenze (centro di ascolto; centro di consulenza giuridica; centro di mediazione familiare); questa area non connota un servizio autoreferenziale di tipo consultoriale, ma al contrario si connota come funzionale alle rete stessa sia delle famiglie (da attivare in casi di necessità) sia dei servizi già esistenti (da attivare in casi di specifiche richieste);

3)                 area aggregativa; come detto tutte le iniziative sono in sé aggregative e dunque rimandano a questa specifica area, ma essa vive di alcune iniziative che le sono specifiche (gruppi di auto-mutuo-aiuto, feste, incontri tra famiglie, attività di scambio di materiale usato, ......);

4)                 area infanzia. Quest'area non sarà tale in ragione solo di determinate attività legate ai bambini, ma anche per specifici spazi ad essi dedicati (ludoteca, biblioteca dei bambini, spazio genitori bimbi per la prima infanzia ecc.).

 

Necessità logistiche

In riferimento a queste quattro aree è necessario che logisticamente esistano e siano dedicati ad esse spazi specifici del Centro:

·     uno spazio segreteria;

·     una spazio informativo;

·     uno spazio consulenze;

·     uno spazio corsi;

·     uno spazio accoglienza (salottino per le famiglie);

·     uno spazio bambini (con bagno per piccoli).

Ciò fa ritenere che lo spazio complessivo minimo e ottimale di cui dovrebbe essere dotato il Centro è di minimo 200 mq, senza tener conto della effettiva struttura che potrà rendersi disponibile, la cui dislocazione interna potrà incidere sulla opportunità di maggiori spazi in relazione ai servizi attivabili.

 

Le prime iniziative attivabili

·                Potrà da subito iniziare un lavoro (prevedibilmente lungo) di raccolta informazioni circa tutti i servizi alle famiglie e tutti i dati di interesse delle famiglie (dalle scuole, alle procedure burocratico amministrative, alla sanità, alle iniziative ludico sportive ecc.). Attraverso un apposito softweare verrà creata una banca dati per la famiglia. Un servizio di segreteria telefonica potrà fornire queste informazioni o potrà indirizzare le persone al servizio richiesto, creando tutte le connessioni necessarie col territorio e i suoi servizi attivi.

·                Attivando anche in forma di volontariato una microrete di persone competenti già legate alle reti associative, si potrà creare un centro di ascolto che non risponda ai criteri della consulenza psicoterapica, ma che funga da griglia per indirizzare le persone secondo la loro particolare necessità. Per tale servizio è logico un raccordo con tutte le realtà consultoriali presenti sul territorio comunale e limitrofe.

·                Allo stesso modo, è possibile attivare un centro di consulenza giuridico-familiare.

·                In accordo con l'associazione Istituto di Mediazione Familiare è possibile attivare un servizio di mediazione familiare o rendere comunque disponibili per questo servizio alcuni spazi.

·                Da subito sono proponibili presso il Centro una serie di corsi di vario genere per le famiglie organizzati da «Risorsa Famiglia» o anche da altre associazioni familiari e da subito potrà essere messo in cantiere un corso per operatori di rete che dovrà costituire la base attraverso la quale irradiare gli imput del centro sul territorio e farli concretamente attecchire con iniziative in loco (nei quartieri, nei condomini nelle circoscrizioni).

·                In accordo con la rete delle associazioni e altre reti presenti sul territorio potrà essere creata una rete di baby-sitter selezionata, garantita e assicurata da offrire alle famiglie in rete.

·                Attivando la solidarietà e le risorse delle famiglie nel raccogliere giochi e attrezzature specifici è possibile organizzare in modo minimale uno spazio ludoteca e uno spazio nido per bambini più piccoli accompagnati; questo, sia per offrire uno spazio proprio di una componente fondamentale della famiglia, sia per offrire la possibilità di un servizio minimale di custodia dei bambini sopra una certa età, sia per costruire occasioni di incontro e condivisione alle famiglie con figli.

·                Il Centro potrà divenire da subito e ancor più in rapporto alla sua configurazione e struttura, il luogo che le diverse associazioni potranno utilizzare per loro specifiche attività, per incontri, riunioni, per feste (anche dei bambini) potrà inoltre divenire la sede dello stesso Forum bresciano delle Associazioni familiari.

 

Organizzazione e gestione del Centro

Il Centro potrebbe essere supportato da altre persone in relazione alle iniziative attivate (certamente la figura di uno psicologo o di un pedagogista) e in ogni caso il personale che si farà carico delle singole attività entrerà nel consiglio del Centro che sarà dunque composto da:

·               un direttore tecnico (nominato da Risorsa Famiglia);

·               un direttore amministrativo (da RF);

·               un direttore scientifico (da RF);

·               un rappresentante del comune;

·               un rappresentante del Forum delle Associazioni Familiari bresciano;

·               il personale di segreteria;

·               i responsabili delle singole attività.

 

Naturale che tutte queste cariche in quanto tali siano assunte, dal nostro punto di vista, a titolo di volontariato.

 

Associazione Risorsa Famiglia - 25124 BRESCIA  Via Rodi 15
Segreteria Organizzativa: P.zza Giacinto Tredici 16 - risorsafamiglia@tiscali.it - 030/224278